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Porta Reale 

Porta Testa

Collegiata San Biagio

Castel Govone

Castel San Giovanni

Piazza Garibaldi

Piazza del Tribunale

Piazza Santa Caterina

Teatro Aycardi

Principale accesso al nucleo medievale del Borgo, l'attuale arco d'ingresso risale alla fine del Seicento quando sostituì la medievale porta Carretta di cui rimangono visibili l'innesto dell'arco dell'antico ponte a fianco della porta, verso monte. L'attuale porta è decorata da una finta architettura ottocentesca con lo stemma sabaudo e l'immagine della Madonna posta a protezione del Borgo. Del precedente varco si intravvedono le tracce dell'arco di un passaggio coperto alla base della torre, ora trasformata in residenza privata, che si vede sul lato destro della porta.

Risalente al Medioevo, la porta ad arco acuto risale al nucleo originale del Borgo. Rimaneggiata nel  XIX seecolo con la costruzione della torretta campanaria ottagonale con orologio. All'esterno della porta si ammira uno stemma con leone rampante che ricorda il dominio di Genova, mentre all'interno si trova un affresco con la Madonna tra San Giovanni Nepomuceno e San Biagio. Le antiche mura nelle quali la porta si apriva sono stati successivamente trasformate e inglobate negli edifici eretti a lato della porta.

L'attuale chiesa di San Biagio, in stile barocco, risale al sec. XVII è dell'architetto finalese Andrea Storace. Della precedente chiesa medioevale (1261)  rimangono solo l'abside e il campanile tardo-gotico a forma ottagonale, leggermente pendente, dalle numerose bifore che si aprono su ogni lato, inserito su una torre difensiva della cerchia muraria.

La facciata, incompiuta, è in pietra greggia mentre l'interno è a tre navate, riccamente decorato. Nella navata centrale si trova il mausoleo di Giovanni Andrea Sforza Del Carretto ultimo dei Marchesi del Carretto, morto nel 1604, e due eccezionali sculture attribuite a Domenico e Pasquale Bocciardo: la Balaustra in marmo di Carrara e il grandioso pulpito. La chiesa conserva anche un ciborio di marmo di Lorenzo Sormano (1521), l'ancona originaria di S. Biagio del sec. XVI, due belle copie della Trasfigurazione di Raffaello e dell'Annunciazione del Rubens del pittore finalese Francesco Spoleti. Nelle cappelle laterali si trovano il Trittico della Madonna delle Grazie, del 1416, e il grande Polittico di Santa Caterina, dell'inizio del secolo XV.

Castel San Giovanni fu edificato tra il 1640 e il 1644, per rafforzare le difese poco sopra il punto in cui si incontrano le valli del Pora e dell'Aquila, La Fortezza si adatta alla conformazione del monte Becchignolo e ingloba l'antico torrione medievale che raccordava le mura di Finalborgo.

La costruzione si sviluppa con una tenaglia sul fronte meridionale e una serie di cortine costituite da un'alta scarpa con cordolo di coronamento e basso parapetto sovrastante, priva d'aperture e con guardiole pensili sugli spigoli. Ulteriori interventi sulla fortezza furono eseguiti tra il 1674 ed il 1678. La fortezza fu abbandonata dagli spagnoli nel 1707 e, dopo la sottomissione a Genova nel 1713, venne parzialmente distrutta. Nel 1822 fu adattata a penitenziario. Dal 1960 è di proprietà demaniale e negli ultimi anni è stata interamente restaurata.

Il vero cuore del Borgo, questa piazza è di recente realizzazione. Infatti nel 1956 venne abbattuta la quattrocentesca Truina di San Rocco, così l'antica piazza delle Erbe, sede dei mercati medievali, assunse l'attuale sistemazione. Sulla piazza di affacciano edifici di gran pregio storico e architettonico, come il suggestivo Palazzo Chiazzari riconoscibile dalla loggia dell'ulimo piano, la facciata dipinta di Casa delle Erbe, e la Casa Celesia, dalle linee pulite e austere sull'angolo della via Nicotera. Qui si trovano anche numerose attività commerciali e il primo fine settimana del mese ha luogo il tradizionale mercato delle cose antiche e degli antichi mestieri che si articola anche nelle vie limitrofe.

Già citata nelle fonti quattrocentesche come Platea Palatii, è dominata dall'imponente facciata del Palazzo del Tribunale. Probabilmente eretto nella seconda metà del Duecento questo edificio ha subito, nel corso dei secoli, numerosi interventi pur mantenendo inalterata la sua destinazione pubblica. A lato, sulla via del Municipio, si trova il Palazzo Arnaldi, dalla facciata decorata da stucchi e con quattro portali di cui uno sormontato dallo stemma marmoreo della famiglia. Sul lato opposto della piazza  si affaccia  il Palazzo Cremata, con eleganti incorniciature in stucco delle finestre e un grande portale d'ingresso. Dall'arco presente sulla facciata si accede alla via delle Fabbriche, l'antico quartiere, attiguo alla Porta Romana, dove sorgevano le attività produttive del Borgo: un mulino da grano, un frantoio, le concerie, la filanda e una fabbrica di cristalli. Nella piazza del Tribunale si trova l'Ufficio delle Poste e il mercato settimanale.  

Le più importanti famiglie di Finalborgo, nel 1803 avevano stilato un programma con l'intento di dotare la città di "un conveniente locale" che contribuisse ad abbellirla, "all'istruzione della gioventù, ed a formare i buoni costumi". Il teatro, capace di 250 posti distribuiti in 24 palchi e una piccola platea, fu ricavato utilizzando l'Oratorio dei Padri delle scuole Pie.  Nel Novecento il teatro fu utilizzato soprattutto dai filodrammatici locali, dai circoli culturali, e dall'Accademia Filarmonica. Il Teatro Aycardi, chiuso per inagibilità nel 1965,  negli ultimi anni ha subito interventi di restauro del tetto, della facciata e dell'interno.

Le più importanti famiglie di Finalborgo, nel 1803 avevano stilato un programma con l'intento di dotare la città di "un conveniente locale" che contribuisse ad abbellirla, "all'istruzione della gioventù, ed a formare i buoni costumi". Il teatro, capace di 250 posti distribuiti in 24 palchi e una piccola platea, fu ricavato utilizzando l'Oratorio dei Padri delle scuole Pie.  Nel Novecento il teatro fu utilizzato soprattutto dai filodrammatici locali, dai circoli culturali, e dall'Accademia Filarmonica. Il Teatro Aycardi, chiuso per inagibilità nel 1965,  negli ultimi anni ha subito interventi di restauro del tetto, della facciata e dell'interno.

Il Castel Govone (da "Castrum Govonis"),  dimora fortificata dei Marchesi Del Carretto sorge nel punto culminante del  colle del "Becchignolo".

Forse edificato nel 1181, ha subito molti cambiamenti già in epoca medievale. Distrutto a più riprese durante le guerre tra Finale e Genova, fu ricostruito insieme alla cinta muraria del Borgo nel 1451-1452, quindi ulteriormente modificato in epoca successiva, fino a quando nel 1715, venne in gran parte smantellato dai Genovesi. Nella distruzione furono risparmiati parte dei muraglioni laterali e la Torre del Diamante, col tipico bugnato in pietra del Finale costituisce un esempio significativo dell'architettura militare del Quattrocento. Molti materiali originari del castello, travature, pietre e colonne, furono utilizzati nel corso del tempo per l'edificazione di chiese, portali e palazzi signorili di Finale.